Posso usare servizi gratuiti per il sito web aziendale?

Questa è una delle domande ricorrenti su Internet e ti sarai chiesto la stessa cosa almeno una volta nella vita. Non parleremo in questo articolo di software Open Source, ma soltanto dei servizi gratuiti o a prezzi irrisori che hai incontrato nelle tue ricerche.

La risposta alla domanda se puoi o non puoi usare servizi gratuiti per il sito web aziendale è generalmente sì. Non è una buona idea invece quando la risorsa che intendi usare non prevede il suo utilizzo per fini commerciali.

Conviene utilizzare risorse gratuite per il sito web aziendale?

Dopo alcuni mesi che provi a realizzare un sito web con le tue forze, ti accorgi che di gratuito su Internet non c’è nulla. Ogni cosa che decidi di provare gratis, costa molto di più di quanto pensi. Vediamo insieme quali sono le situazioni più frequenti contro cui ti scontrerai:

  • l’hosting gratuito ed illimitato per pochi euro;
  • il sito web gratuito autocostruito;
  • il ragazzo a dieci euro.

Come fa a costare pochi euro un hosting per il tuo sito web?

La risposta più ovvia sarebbe che chi costa di più, lucra di più. Resti quindi dell’idea che l’hosting gratuito sia la scelta più conveniente, anche perchè volendo acquistare un hosting a pagamento:

  • cosa sceglieresti in una fascia di prezzo così ampia?
  • quali criteri adotteresti per discernere non essendo un esperto del settore?

Come evitare le trappole dei servizi gratuiti?

Usa la testa e prova tu stesso ad inventare un prodotto o un servizio gratuito per i tuoi clienti. Pensa a qualcosa che puoi trasmettere a centinaia di migliaia di clienti. Le aziende che vendono hosting a bassissimo prezzo o che lo cedono gratis, hanno moltissimi clienti. Sono più numerosi i clienti non paganti di quelli paganti. Sembra assurdo vero? Proviamo insieme.

Devi trovare un prodotto che la tua azienda possa offrire gratis o a basso prezzo ad un numero elevatissimo di clienti. Allo stesso tempo devi vendere anche qualcosa che ti faccia tenere l’attività aperta.

Cosa ti dice il commercialista quando lo riempi di fatture ad importo zero? Ti dice forse, che se non hai guadagnato niente non paghi niente?

Ti rendi conto che con niente, ai tuoi clienti puoi offrire un prodotto che equivale a niente; allo stesso modo varrà anche quando dovrai inventarti una promozione per una grande mole di clienti!

Le caratteristiche degli hosting gratuiti e dei siti fai da te

Propongono illimitate facilità di utilizzo e supporto 24/h (In alcuni casi sono scattate sanzioni per pubblicità ingannevole).

  • Ti sei mai chiesto se sia davvero gratuita un’offerta così vantaggiosa?
  • Perchè queste offerte sono mirate ed abbondano in settori dove l’acquirente non conosce la materia?

C’è solo una cosa da fare: provare, provare e provare.

Fase 1: scegliere servizi gratuiti o a buon mercato

Sia che il servizio costi pochissimo o non costi nulla, la prima fase è:

  • registrazione cliente;
  • scelta del servizio;
  • attivazione del prodotto.

È meglio perderci il giusto tempo perchè condiziona tutto quello che viene dopo. È consigliato capire le condizioni di vendita, o almeno sforzarsi di leggerle, perchè quelle per legge non mentono mai.

Fase 2: imparare ad usare gli strumenti offerti

Se hai scelto un servizio gratuito o a basso prezzo, aspettati un’enormità di documentazione da studiare. Questo è il punto in cui dovresti chiederti un paio di cose.

  • Quanto vale un’ora del tuo tempo?
  • Vale cinque, dieci, quindici euro?

Ragiona.

Se ritieni che il tuo tempo valga anche solo dieci euro l’ora e perdi due giorni, è come se tu avessi speso più o meno 150 euro per giorno. Avrai pur sempre imparato qualcosa, ma dopo un mese non ricordi più nulla non essendo la tua materia.

Fase 3: il supporto tecnico

Inizi a preparare il materiale per creare il sito web e scopri che potrebbe non essere così intuitivo. Decidi di chiamare il supporto tecnico che ti risponde mediamente non prima di dieci minuti. Ulteriori dieci minuti li perdi per far capire ad un operatore quale sia il problema. L’operatore addestrato ti suggerirà una serie di documenti online con le istruzioni.

Se proprio non hai mai masticato la materia, dovrai chiamare una seconda volta, così il call center ti metterà in comunicazione con un tecnico. Il tecnico farà qualche verifica, poi ti dirà che funziona tutto perfettamente e che probabilmente ti è sfuggito nella documentazione.

È vero che hai sottoscritto un servizio gratuito o a pochi euro, ma ti rendi conto che il tuo tempo inizia a costare. Il tecnico ti passerà il reparto commerciale dal quale riceverai un preventivo per far fare a loro quello che non sei in grado di fare tu. Con enorme sorpresa, scoprirai che hai prezzato il tuo tempo con troppa modestia e troverai cifre orarie molto superiori su quel preventivo.

Fase 4: personalizzazione ed indicizzazione del sito web

L’unica possibilità per non buttare tutto al vento è accettare il preventivo. Avevi già letto da qualche parte che occorreva tempo prima che il sito fosse indicizzato sui motori di ricerca e così aspetti una settimana, un mese, ma niente. Il sito non si vede sulla prima pagina di Google o Bing, per citarne solo due.

Ti rendi conto che indicizzare il tuo sito web costa cifre che partono dai trecento euro al mese a salire anche vertiginosamente, a seconda del settore di impresa in cui ti trovi. Fare in modo che il tuo sito sia visibile nelle prime pagine dei motori di ricerca infatti si chiama “posizionare il sito web” e non “indicizzare il sito web”.

Il mercato gioca sulla differenza di parole e posizionare il sito web in modo efficace ormai non è quasi più alla portata economica della microimpresa.

Fase 5: pubblicità su Internet

Dal momento che non hai più tempo da perdere, ti rendi infine conto che l’unica soluzione sia investire sulla pubblicità a pagamento. La prima cosa che ti chiedono dopo esserti registrato, è collegare la tua carta di credito e di fare un versamento minimo.

Ora ti aspetta tutta la fase di creazione della campagna di marketing, dove devi creare il tipo di annuncio che dovrà essere approvato dal gestore della pubblicità. Dovrai inoltre individuare il target della tua campagna e le modalità di pubblicazione delle inserzioni pubblicitarie. Pensi di aver trovato la soluzione vincente senza fatica.

Ahimè, presto però ti accorgi che:

  1. hai esaurito il bonus;
  2. il tuo annuncio è stato visualizzato da qualche migliaio di utenti;
  3. hai ricevuto qualche click;
  4. nemmeno l’ombra di un contatto;

Capisci che è meglio rivolgersi ad una web agency e la risposta che ottieni è pattuire un budget annuale e rifare tutto da zero perchè non c’è niente da salvare. Inoltre, la maggior parte delle piattaforme per la creazione dei siti web non permettono di esportare il proprio sito web. Fine dei giochi, fine della storia.

Il ragazzo che realizza il sito web per dieci euro l’ora

Senti qualcuno dire che siti Internet e web marketing ormai si possono fare pagando una decina di euro l’ora un ragazzo. Bene: quel tecnico, o programmatore che sia, ne saprà quanto te (ricorda quando avevi prezzato prima il tuo tempo non più di dieci euro l’ora). Il risultato sarà un sito:

  1. pieno di errori;
  2. che non carica;
  3. non a norma di legge (cominciano ad essere numerose le trappole legali);
  4. non aggiornato;
  5. che non si posizionerà mai nei motori di ricerca;
  6. disallineato o non apprezzabile sui dispositivi mobili;
  7. che presenta link non funzionanti;
  8. che sembra il copia incolla sfrontato di altri siti web;
  9. obsoleto e vulnerabile, l’ideale per ospitare malware di hacker all’oscuro del proprietario.

C’era una volta…

Tratto da una storia vera. Uno dei nostri collaboratori, assistette a reali trattative commerciali con il consulente di una nota web agency a Bologna. Proprio in una di queste occasioni, rimase scioccato per come il consulente rifiutò di terminare una trattativa con un cliente del posto. Il cliente estrasse dal cilindro fantomatiche offerte gratuite ricevute qualche giorno prima.

Il consulente replicò: “Lei non ha mai provato uno di quei servizi che mi sta menzionando, non è vero?” il cliente rispose: “Mmmh no, però ho un amico che…” A quel punto il consulente lo fermo e gli disse: “La interrompo subito, non voglio farle perdere altro tempo, perchè il tempo ha un valore; riprenderemo la nostra trattativa quando avrà provato uno dei servizi che mi ha menzionato poc’anzi”. Fu così che il consulente cordialmente tolse il disturbo ed il cliente (perso) non replicò.

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